Pensare che la maggior parte delle scelte e delle decisioni fondamentali della vita siano guidate dall’istinto, da qual certo “sesto senso” che fa da bussola, suscita un senso di incredulità e risveglia l’eterna lotta tra Cuore e Ragione. Questa volta però invece di immaginarli armati l’uno contro l’altro, potremmo fornire al Cuore e alla Ragione uno specchio in cui osservarsi di modo che, guardando la loro immagine riflessa, possano riconoscersi per come sono: profondamente relati.
Entrambi abitano il corpo e attraverso il corpo comunicano.
Cuore, ragione, intuito, sensazioni di pancia altro non sono che segnali corporei; gli stessi che Damasio chiama “marcatori somatici” riferendosi a quelle sensazioni fisiche, quelle vibrazioni corporali che ci indicano quando una scelta ci sembra giusta o sbagliata, una persona ci risulta simpatica o antipatica e quando siamo innamorati o no.
L’insieme delle sottili reazioni fisiologiche, gli indizi interni che provengono dal corpo, sono elementi sempre presenti sotto forma di risposte spontanee agli eventi. Sapervi dare ascolto è il lavoro dell’autocoscienza; della consapevolezza di ciò che accade nel momento stesso in cui accade. È un processo, un insieme di capacità che si apprendono e si sviluppano snodandosi lungo tutta la vita.
Stando nel presente immediato, nell’esperienza concreta del momento e imparando a connetterci con il corpo possiamo accedere a questa saggezza naturale a disposizione di tutti.
È qualcosa che senti o, per dirlo con le parole di Alda Merini:
A pelle si sentono cose a cui le parole non sanno dare nome.